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Capitolo 1 La costruzione della gondola

2 - L'ossatura della gondola
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"sanconi" e "piane"

La prima preoccupazione del maestro d'ascia che si accinge alla costruzione di una gondola, è quella di procurarsi il legname che deve poi essere lasciato in stagionatura per almeno un anno. Il lavoro ha inizio con il tracciare le sagome delle parti laterali delle ordinate, cioè i cosiddetti "sanconi", che vengono poi ritagliati in legno di olmo. Si preparano quindi le "piane", liste di quercia destinate a collegare tra loro due a due i sanconi per dar forma alle ordinate o "corbe".
Tre di queste (dette le "maistre"), vengono tagliate nella esatta misura dell'altezza dei fianchi della gondola e fissate a bolla d'aria, sul "cantiere" o "madiere", consistente in una trave, curvata a forma del fondo dell'imbarcazione. Su questa trave si trovano inchiodate delle lame di ferro equidistanti, che servono a sistemare le 33 corbe sorreggendole provvisoriamente. Poi si preparano due assi di rovere lunghe 11 metri e 20 che devono collegare tra loro le tre maistre e le due liste di radica di olmo che costituiscono le due terminazioni estreme di poppa e di prua e che si dicono "aste". Si viene così formando la parte superiore dei fianchi della gondola.
Queste lunghe assi, dette "serci" (=cerchi), vengono curvate secondo la forma voluta, con irrorazioni di acqua, cui segue una fase di riscaldamento, con fuoco ottenuto da fascine di canne da palude, che forniscono il giusto calore e permettono una facile maneggiabilità. Dopo aver fissati a poppa i due cerchi sull'asta e sulle maistre, si procede alla collocazione delle altre ordinate, grazie al lavoro comune di almeno tre persone . Di queste, due inchiodano dal di fuori i cerchi sulle corbe, mentre la terza mantiene nella sede e con la larghezza voluta le ordinate stesse, mediante uno strumento a leva incrociata detta "chissa". Quest'ultimo permette anche che i colpi di martello destinati a conficcare i chiodi, trovino un'adatta resistenza alla battuta. Si deve, quindi, perfezionare il fissaggio a prua dei cerchi ripiegandone con fuoco e acqua la parte anteriore, sino a farli aderire esattamente alla maistra e all'asta di prora.


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